Risotto alla sbiraglia: storia di un piatto povero diventato re
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10 dicembre 2024

Risotto alla sbiraglia: storia di un piatto povero diventato re

Risotto alla sbiraglia: la storia di un piatto che non si affretta

Ci sono piatti che hanno bisogno di essere spiegati. Il risotto alla sbiraglia è uno di questi. Il nome non è immediato — e spesso chi lo vede in carta per la prima volta chiede: sbiraglia, cosa sarebbe?

Il significato del nome

Sbiraglia è un termine veneto antico che indica i pezzi di una gallina vecchia: ali, collo, zampe, frattaglie — tutto quello che non era abbastanza nobile per essere servito arrosto ma era troppo prezioso per essere buttato. La cucina contadina non sprecava niente, e dalla gallina a fine carriera si ricavava uno dei brodi più saporiti che esistano.

Il termine ha una radice curiosa: deriva forse da sbiro, la parola popolare veneta per i soldati di bassa leva — gente di nessun conto, di poco valore. I pezzi di gallina erano, appunto, la parte "di nessun conto" dell'animale. Eppure, in mani capaci, diventavano qualcosa di straordinario.

Perché solo su prenotazione

Il risotto alla sbiraglia richiede una preparazione che non si può fare in fretta.

Il brodo si fa con la gallina intera — non con il dado, non con brodo di pollo industriale — e cuoce per almeno tre ore. Solo con quel brodo si ottiene il fondo di cottura necessario. Il riso viene mantecato nel brodo della gallina stessa, con i pezzi di carne disossati e aggiunti alla fine.

Non si può improvvisare il mattino del giorno stesso: gli ingredienti devono essere organizzati in anticipo. Per questo chiediamo di prenotare il piatto con almeno ventiquattro ore di anticipo. Non è una complicazione burocratica — è il rispetto del tempo che il piatto richiede.

Il riso

Il riso veneto per eccellenza è il Vialone Nano, IGP del Veneto. Il suo chicco tozzo e tondo assorbe il brodo lentamente, rilasciando amido in modo graduale e creando quella cremosità naturale che distingue un risotto fatto bene. Non si usa panna, non si addensano amidi: è il riso stesso che lega il tutto, se lo si rispetta.

La mantecatura finale con burro e formaggio stagionato deve avvenire lontano dal fuoco, con movimenti decisi. È la fase più critica: il risotto deve essere all'onda — quando muovi la pentola, la superficie deve ondeggiare come una piccola marea.

Un piatto per chi vuole capire la cucina veneta

Il risotto alla sbiraglia non è un piatto per chi cerca la facilità. Non è fotogenico come un bis di primi, non ha l'impatto visivo della grigliata mista. È un piatto per chi vuole capire da dove viene questa cucina: dalla necessità, dall'ingegno, dal rispetto per ogni parte dell'animale.

Se hai intenzione di prenotarlo, chiamaci il giorno prima. Ti promettiamo che vale l'attesa.


Il risotto alla sbiraglia è disponibile alla Trattoria Da Bosa di Monastier di Treviso solo su prenotazione. Chiama lo 0422 798039 almeno 24 ore prima.

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